Fulvio Fiori sorride guardando in camera, con la scritta: "Scrivere per guarire, ridere per rinascere – Motiviamoci: Le Interviste"Fulvio Fiori racconta come la scrittura e il sorriso possano diventare strumenti profondi di guarigione e rinascita interiore.

In principio era il verbo.
E forse è ancora lì che tutto comincia: in una parola che vibra, che guarisce, che ci restituisce a noi stessi.

Fulvio Fiori è autore, terapeuta della scrittura, maestro di ironia e fondatore della Bioscrittura®, un metodo che trasforma la parola in strumento di evoluzione interiore.

Oggi è uno dei protagonisti della rubrica Interviste Motiviamoci, un progetto nato per accogliere storie che parlano all’anima, con autenticità e leggerezza.
Con noi ha condiviso un viaggio fatto di poesia, chakra, comunicazione e risate salvifiche.

Fulvio Fiori

💬 Fulvio, come descriveresti il tuo percorso personale e professionale fino ad oggi? C’è stato un momento chiave che ha segnato la tua svolta verso la scrittura terapeutica?

«Mi piace definirlo un percorso evolutivo, basato sulla curiosità verso gli esseri umani (me incluso), sulla sete di conoscenza e sulla sperimentazione che non dà nulla per scontato. Oggetto della mia ricerca: il benessere del corpo, della mente e di qualunque altra cosa esista dentro e fuori di noi. Il mio obiettivo, la condivisione.»

«Una svolta c’è stata una ventina d’anni fa, quando una cara amica mi chiese di tenere un corso di Scrittura Creativa. Le dissi che mi sarebbe piaciuto, ma che volevo dare qualcosa di più. E in quel momento mi apparve spontaneamente un percorso di scrittura dedicato alla conoscenza di sé. Il primo di una lunga serie.»

💬 La Bioscrittura® è il tuo metodo originale. Come è nata questa idea e in che modo aiuta le persone?

«L’idea della Bioscrittura® è nata da sola, probabilmente come fusione spontanea di due percorsi importanti: la scrittura artistica (teatro, narrativa, aFIORIsmi…) e le Discipline Bio Naturali come il Karate, il Training Autogeno, il Tai Chi Chuan e le Visualizzazioni Guidate. Credo sia stata stimolata anche dal bisogno interiore di dare un senso all’arte che non fosse solo estetica e intrattenimento, ma anche utilità quotidiana. In particolare attraverso la scrittura.»


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«Personalmente, intendo la guarigione come un viaggio di trasformazione dal malessere al benessere. Un percorso che parte dalla consapevolezza: capire che nella nostra vita c’è qualcosa da cambiare. Altrimenti, staremmo bene. Questo qualcosa può essere l’alimentazione o uno schema negativo nelle relazioni — elementi che spesso fatichiamo persino a vedere. La Bioscrittura® ti aiuta innanzitutto a riconoscere ciò che ti blocca, poi ti accompagna ad accettarlo e infine ti offre strumenti di scrittura terapeutica per raccontare la tua mutazione.»

«E funziona perché la qualità delle nostre emozioni determina la nostra narrazione (rabbia, rancore, rimorso…), ma anche la qualità della narrazione (amore, condivisione, gratitudine…) può trasformare le emozioni stesse. È proprio in questo circolo virtuoso che nasce l’occasione di cambiamento e di rinascita. Questo è per me scrivere per guarire

💬 Nel tuo libro Curarsi con la scrittura parli dell’importanza di diventare autori della propria storia. Da dove si comincia?

«Il primo passo per scrivere per guarire è la scrittura spontanea. Scrivi quando provi un’emozione particolare, quando un pensiero ti accarezza o ti graffia, quando un ricordo si impossessa del tuo cuore. Non cercare una logica, dimentica la grammatica, lascia andare il controllo: fa’ che sia la penna a guidarti, e continua finché il flusso non si ferma da solo. Questo piccolo rituale ti permette di riconnetterti con te stesso e con le tue emozioni.»

«Puoi anche raccontare al foglio bianco un evento che ti ha ferito. Scrivi per almeno dieci minuti e poi ascolta come ti senti. Se il turbamento persiste, non temere: aspetta qualche giorno e poi rileggi ciò che hai scritto. Se ti senti meglio, hai appena vissuto il potere della scrittura emozionale. Se il disagio è ancora presente, prova a riscrivere quell’evento: inventa un esito positivo, oppure raccontalo dal punto di vista di un osservatore esterno capace di coglierne un senso nuovo. In quel momento, stai entrando nel vero territorio della scrittura terapeutica


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💬 Hai lavorato per grandi aziende come copywriter, e poi hai scelto un’altra strada. Cosa ti ha portato lì?

«Le arti marziali sono arrivate prima. Ho sempre cercato l’armonia tra mente, cuore e corpo. Quando sono entrato nel mondo pubblicitario, mi sono promesso che non sarebbe stato per sempre.»

«Anche lì, però, la scrittura è rimasta centrale. Lavoravo con sociologi e psicologi per capire il linguaggio che usavo. Un passaggio importante, che oggi porto nei corsi di Bioscrittura®.»

💬 In che modo Reiki e Tai Chi influenzano la tua visione della scrittura?

«Sia Reiki che Tai Chi sono discipline che lavorano con l’energia. È proprio questa la connessione con la scrittura, perché anche le parole sono energia. Ogni parola contiene un potenziale creativo profondo: nasce dal suo significato presente, ma porta con sé un’origine etimologica e una storia unica.»

«Pensa a una parola semplice e universale come “mamma”: rassicura il cuore del bambino che la chiama, gratifica la donna che allatta o educa, e si completa nell’abbraccio con “papà”. Ogni parola vibra, trasmette, trasforma.»

«Ecco perché scrivere è un atto energetico. Un modo per armonizzare, comprendere, guarire. Non è solo comunicazione: è vibrazione che si fa presenza.»

“In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio.” (Genesi)

💬 Scrittura e chakra: come si legano nel percorso di guarigione?

«Ogni chakra è un centro energetico che rappresenta un ciclo evolutivo della nostra vita, suddiviso in fasi di sette anni: dalla nascita ai 7, dagli 8 ai 14 e così via, fino ai 49, per poi ricominciare. Ogni fase è connessa a parti del corpo, organi, elementi naturali e riflette un tema centrale della nostra evoluzione interiore.

Ad esempio, il primo chakra, che copre il periodo dalla nascita ai 7 anni, è legato alla costruzione dell’io: la separazione dalla madre e la scoperta della propria identità. Se vissuto in armonia, dona sicurezza e autostima. Se invece qualcosa si incrina, si generano paura, senso di disvalore, instabilità.»

«Attraverso la Bioscrittura®, possiamo portare alla luce le ferite energetiche collegate a ogni chakra. Scrivendo, ci permettiamo di riconoscerle, trasformarle e, infine, rinforzare il lato luminoso di ogni centro. Così, la scrittura diventa strumento di riequilibrio e guarigione dei chakra


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💬 I tuoi afiorismi sono piccole perle di saggezza e ironia. Come nascono?

«I miei aFIORIsmi nascono da soli: arrivano come una folata di vento, un fulmine a ciel sereno, uno scroscio improvviso di pioggia. Il mio unico merito è essere pronto a trascriverli su un taccuino, altrimenti svaniscono. Sono intuizioni pure, spesso cariche di umorismo e leggerezza, perché fanno parte del mio carattere. E io li custodisco con amore.»

«Per me, rappresentano una ricchezza emotiva e una visione sorridente del mondo, diventata ormai uno stile di vita. Portano leggerezza, ma senza mai scivolare nella superficialità.»

«Nel mio personale percorso di guarigione, l’ironia è stata salvifica. E quando accompagno le persone in cammini di trasformazione, cerco sempre — con rispetto — di lanciare qualche seme umoristico. Senza imporre nulla, perché c’è chi ha bisogno di attraversare pienamente il dolore per ritrovare la luce. Ma, nella maggior parte dei casi, funziona: l’ironia smuove, alleggerisce, apre varchi. E scrivere con leggerezza diventa anche un modo per guarire.»

💬 Hai vinto il Premio Troisi per la scrittura comica. Come riesci a coniugare umorismo e dolore?

«In modo del tutto spontaneo, semplicemente perché la vita la sento così. Almeno fino ad oggi. Se un giorno qualcosa dovesse cambiare, cambierà anche la mia scrittura. Ma, sinceramente, mi auguro che non accada: ridere e sorridere del mondo, dei nostri guai e anche di me stesso, è troppo bello.»

«È esattamente ciò che ho fatto scrivendo il romanzo che ha vinto il Premio Massimo Troisi. Ne avevo bisogno ed è stato profondamente terapeutico. In quel periodo — parliamo del 1995 — vivevo un problema relazionale molto serio con mia madre. Così ho deciso di riscrivere la storia della mia infanzia in modo ironico, grottesco, persino paradossale. Questo mi ha permesso di alleggerirmi e affrontare la crisi in modo più gestibile.»

«E sì, anche vincere il premio è stato terapeutico… per la mia autostima


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💬 Hai incontrato resistenze nel proporre la scrittura terapeutica?

«Quando si cammina sul sentiero della crescita personale, è fondamentale ascoltarsi. Se in questo momento scrivere non ti risuona, forse è il momento di dedicarti ad altro. Ma se un giorno percepisci una reazione emotiva al solo pensiero di scrivere, ascoltala: potrebbe essere un bisogno che chiede spazio.»

«In quei casi, il mio compito — o quello degli operatori che ho formato negli anni — è accogliere quella resistenza emotiva e trasformarla in evoluzione. Attraverso la scrittura possiamo risalire alla radice di quel blocco e poi lasciarlo andare, scioglierlo, modificarlo, secondo la tua personale via di guarigione.»

«Nella mia esperienza, la scrittura terapeutica è molto più diffusa, in modo spontaneo, di quanto si creda. Ho conosciuto operatori di molte discipline (come Reiki o Shiatsu) che, prima o poi, propongono ai loro clienti di scrivere ciò che provano. Perché scrivere fa sempre bene

💬 Un consiglio per chi si avvicina alla Bioscrittura®?

«Guarda il foglio. Prendi la penna. Scrivi ciò che ti tocca adesso. Scrivere non è pensare: è permettere alle emozioni di raccontarsi da sole.»

💬 Se potessi lasciare un messaggio a chi legge?

«Uno dei miei aFIORIsmi: “Ho pugnalato il cielo. Ha sanguinato stelle.” È una frase che nasce come un abbraccio per l’anima. Una scintilla poetica che può accendere qualcosa dentro.»

«Se ti va di approfondire il mio mondo, ti invito a visitare il sito: www.fulviofiori.com. Ogni bene per te, e per tutti.»


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🌿 Una parola che cura, un sorriso che trasforma

Le parole di Fulvio Fiori ci ricordano che scrivere può guarire, e che l’ironia — usata con amore — può alleggerire anche le ferite più profonde.

Un aFIORIsmo, un respiro, un sorriso. A volte basta poco per ritrovarsi interi.

Le parole di Fulvio Fiori ci ricordano che scrivere è molto più che comunicare: è toccare, guarire, riconoscersi.

Anche quando il dolore prende il sopravvento, un filo d’ironia può riportarci alla luce.

Grazie Fulvio, per averci mostrato che si può ridere e curare, piangere e rinascere, tutto con la stessa penna.

A volte, basta un afiorismo.
A volte, basta scrivere.
A volte, basta ricordare che anche le stelle sono nate da una ferita nel cielo.

✨ Se questa intervista ti ha toccato il cuore, ti invitiamo a leggere anche le altre storie pubblicate su www.motiviamoci.com:
in ogni parola troverai un pezzo di strada, un po’ di luce, e forse anche un riflesso di te.